La Fondazione Barumini

Il Liquorificio Pacini, attraverso i suoi prodotti, si fa portavoce delle tradizioni e della valorizzazione del territorio sardo. Infatti alcune delle nostre bottiglie, e il nostro stesso logo, conservano un forte richiamo  agli elementi fondamentali della cultura sarda: sughero, ceramiche, pavoncelle e bottoni sono centrali nelle nostre produzioni.

Vi ricordano qualcosa queste bottiglie?

Esatto! Sono proprio dei Nuraghi! Queste bottiglie da noi brevettate ed uniche nel loro genere si ispirano all’area archeologica di Su Nuraxi, a Barumini.

Sapevate che tutta l’area è stata inserita nelle liste del Patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco? Ebbene sì, è dal  1997 che Barumini ha ricevuto  questo riconoscimento, e da quel momento in poi la domanda turistica nel territorio è andata sempre più espandendosi.

Questo ha portato nel 2006 alla nascita dellla Fondazione Barumini Sistema Cultura che si occupa di gestire l’intera rete dei beni culturali presente in tutto il territorio di Barumini.

Oggi è con noi Emanuele Lilliu, Sindaco di Barumini e Presidente della Fondazione, che ci racconterà qualcosa in più su quello di cui si occupa l’associazione e chissà… magari ci svelerà qualche segreto sul complesso archeologico?

Domanda: Ci racconti qualcosa della Fondazione: come è nata l’idea, quanti siete, come vi sovvenzionate…

Risposta: L’area archeologica “Su Nuraxi”, dal momento della sua riscoperta, ha richiamato a sé un numero sempre crescente di curiosi, che, pian piano, sono diventati dei veri e propri turisti, con tutto quello che ne consegue. Il turista sceglie di visitare questo luogo, ha delle aspettative alte, è sempre più esigente. Per questo motivo alla cooperativa che gestiva il servizio di accoglienza e  visita guidata  è succeduta, nel 2007, la Fondazione Barumini Sistema Cultura, soggetto di diritto privato, pensato come un più efficace ed efficiente strumento di gestione del patrimonio culturale. La Fondazione è cresciuta nel tempo, sia dal punto di vista delle attività messe in campo, sia dal punto di vista dell’organico, che ad oggi  conta 53 dipendenti a tempo indeterminato più una decina di operatori stagionali e alcuni stagisti. La Fondazione riceve due finanziamenti pubblici a valere sulla l.r. 14/2006 e l.r. 3/2009, che coprono però solo una parte dei costi sostenuti; la Fondazione riesce infatti ad autofinanziarsi per oltre il 60% grazie alla bigliettazione e agli introiti derivanti dai servizi aggiuntivi (bookshop, punti ristoro, merchandising), traguardo tutt’altro che semplice da raggiungere in questo settore e che è per noi motivo d’orgoglio

D: Quale è la Vostra Mission?

R: La nostra missione è quella di tutelare, conservare, gestire e valorizzare il nostro patrimonio culturale. Questo significa garantire dei servizi di qualità, non solo la cura dei siti, ma accoglienza, visita guidata multilingua, servizi aggiuntivi, l’organizzazione di mostre ed eventi, laboratori didattici, convegni, promozione in  Italia e all’estero, allo scopo di far conoscere il nostro patrimonio e renderlo accessibile a tutti.

D: Riassumete la Vostra Vision con una parola “Valore”: che significato ha per voi?

R: La cultura crea valore, un valore tangibile e intangibile: il senso di identità e di appartenenza, coesione sociale, occupazione, sviluppo del turismo e del suo indotto

D: Come siete arrivati ad essere patrimonio Unesco?

R: Nel 1996 la Soprintendenza Archeologica per le province di Cagliari e Oristano ha avanzato la richiesta di iscrizione alla World Heritage List dell’ UNESCO del sito archeologico di Su Nuraxi di Barumini, che è stato riconosciuto come l’esempio più completo e meglio conservato delle strutture tipiche della Sardegna, i nuraghi. Nel 1997 così il sito archeologico venne ascritto alla Lista con la seguente motivazione“ i nuraghi della Sardegna, dei quali Su Nuraxi è il più importante, costituiscono una risposta eccezionale a delle condizioni politiche e sociali particolari. Mettono in luce l’utilizzo immaginativo e innovativo dei materiali e delle tecniche a disposizione di una comunità insulare preistorica”. È interessante notare che nello stesso anno ottennero il riconoscimento Unesco anche Pompei, Ercolano e Torre Annunziata e l’area archeologica di Agrigento.

D: Ci può raccontare qualcosa sull’area archeologica (senza spoiler, non sveliamo tutto!)?

R: In riferimento a Su Nuraxi … o Su Nuraxi ‘e Cresia? Su Nuraxi è conosciuto da tutti, rimane poco da svelare (ma è pur vero che finché non se ne percorrono i meandri, non si ha la vera percezione della sua maestosità!), mentre forse non tutti conoscono ancora Su Nuraxi ‘e Cresia, un altro grande nuraghe visitabile dall’interno di Palazzo Zapata, in una maniera a dir poco suggestiva.

D: Il nostro clima ci permette di godere dei nostri paesaggi tutto l’anno. Ma c’è un momento dell’anno dove si assapora quel qualcosa in più dell’area?

R: Il punto di forza del nostro territorio è che lo si può davvero vivere tutto l’anno, ma sicuramente la primavera, da marzo a maggio inoltrato, è il periodo migliore; dall’alto dell’area archeologica si gode di un panorama mozzafiato: la Giara, le colline della Marmilla, i campi in fiore, e una distesa di verde che riempie gli occhi, sotto un sole che riscalda e fa venire il buonumore!

D: c’è qualcosa che vorreste far sapere in più che non vi abbiamo chiesto J ?

Ci preme sottolineare il fatto che Barumini e il nostro territorio non sono  solo “Su Nuraxi”, ma molto altro, tra paesaggi, piccoli borghi, musei, aree archeologiche, eventi, manifestazioni, enogastronomia… per cui siamo pronti ad accogliere i nostri visitatori tutto l’anno! 

Ringraziamo Emanuele Lilliu per la disponibilità e per i preziosi consigli!

Se volete organizzare la Vostra visita al Complesso Archeologico, cliccando qui troverete tutto quello che vi serve!

Buona visita 😉

 

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