La Raccolta delle Bacche

L’estate è finita e con lei anche la fioritura della pianta di mirto.

Siamo a dicembre, le bacche sono pronte per essere raccolte!

È la “pruina” a rivelare quando la bacca è pronta per essere raccolta: la pruina è una sorta di cera vegetale, quasi una

pellicola, che ricopre la bacca al momento della maturazione.

Solo, quando la bacca avrà un colore nero opaco, si potrà procedere alla raccolta.

Nel rispetto della pianta, la raccolta viene effettuata esclusivamente a mano e, per quanto questo potrebbe

ripercuotersi sulla velocità, rimane comunque il metodo migliore.

Le mani esperte degli operatori, con l’ausilio di un particolare pettine che permette di salvaguardare la pianta,

separano la bacca dall’arbusto.

Il pettine viene fatto passare tra i rami, che rilasceranno le bacche facendole cadere su appositi contenitori, mentre

le foglie rimarranno saldamente attaccate all’arbusto.

L’alternativa è colpire i rami con un bastone, questo favorirà la caduta delle bacche senza però stressare la pianta.

Conclusa la raccolta, le bacche vengono poste dentro sacchi di juta: il passaggio dell’aria attraverso le fibre della juta

consente alle bacche di traspirare e di mantenersi asciutte.

La lavorazione inizia solitamente entro uno o due giorni dalla raccolta, per far sì che le bacche non perdano colore,

aroma e sapore.

Le bacche utilizzate dal Liquorificio Pacini, provengono esclusivamente dalla zona della Riserva WWF di Monte

Arcosu, nella regione montuosa del sud–ovest della Sardegna: 3600 ettari di natura incontaminata, casa degli ultimi

esemplari del cervo sardo.

Terra di nascita naturale e spontanea degli arbusti di mirto che conferiscono alle bacche quell’inconfondibile sapore

di Sardegna.

Oasi di Monte Arcosu

 

Monte Arcosu: Oasi WWF

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